Pasqua Cinese




c. p. - contaminAzione progressiva

testo critico di roberto annecchini

2009

Il nuovo minimal Habitat Concept, ideato e dislocato nel centro di Bracciano da Roberto Annecchini, per Change + Partner Contemporary Art, propone come prima occasione di possibile arredo, di questo concetto abitativo ed evento espositivo, l'intervento della franco-tedesca, Christiana Protto.

Poliedrica ed eclettica visual artist e curatrice, che ha condiviso il carattere ideativo programmatico, nel corso della lunga programmazione di questo luogo di ricerca sperimentale della contemporaneità più che innovativa, numerose esperienze prolifiche e significative, sin dagli esordi di questo storico concept space mitteleuropeo. La sua prima esperienza espositiva in Italia, risale nel '98, a Roma, presso Change, con la personale, In carne e ossa, introdotta da un testo critico dello storico d'arte Augusto Pieroni, dal titolo: Dall'apparato muscolare all'apparato cognitivo passando per Bisanzio.

Una installazione ambientale, dove l'ornamento decorativo si predisponeva ad assumere i connotati per una dimensione percettiva a carattere minimal - abstract, funzionale e costruttivo, in coesione a nuove istanze neo pop, miscelate a riminiscenze culturali dal sapore bizantino.
Sottolineandone la fisicità della particolare tipologia espositiva dello spazio che la ospitava: la prima sede originaria di Change - Studio d'Arte Contemporanea, di Viale delle Mura Aurelie 19, a Roma, a pochi metri dal colonnato della Basilica di San Pietro. Agglomerato da Environment Factory creativo della capitale, che ospitava artisti fin dalla seconda metà degli anni '80, e dal '96, una scelta selezionata italiana in dialettica a proposte internazionali, grazie all'apertura di questo particolare pioniere indipendent space.

In questo nuovo ambito progettuale, l'artista propone il suo ultimo iter operativo, dal titolo per quest'occasione specific, pasqua cinese, ideato e proposto nel corso del precedente anno nel suo lungo soggiorno a Hangzhou in Cina, e presentato in quell' istanza con il titolo, Tao Ke Rui de

Riji - Tao Ke Ruis Diaries. Terreno dei suoi ultimi studi analitici ed approfondimenti antropologici culturali.

Come consuetudine di quest'artista il progetto si evolve in stratificazioni formali articolati in relazione associativa, e maturati nel corso del tempo con integrazioni ed approfondimenti cognitivi a una dimensione intima introspettiva del presente iper contemporaneo.




In una procedura progressiva situazionale, di cui l'artista ne è una delle voci contaminanti più determinate e significative da oltre un decennio, per tuttto il suo elaborato operato svolto sia come artista visiva, sia come curatrice e promotrice di eventi internazionali. L'iter si struttura nello spazio, composto da un intervento installativo a parete, comprendente una selezionata serie di drawings, risultati concepiti ed elaborati dal suo studio e interesse verso la cultura cinese. Scritture e immagini vengono associate tra loro, mantenendo i canoni tradizionali d'impostazione della pittura tradizionale cinese, composta da immagini e testi canonici in struttura verticale. Le citazioni dei testi e delle immagini prediligono un interesse più al vissuto quotidiano personale dell'artista stessa, a differenza della metodologia originaria impressa dalla tradizione locale, protratta più verso un'impostazione ideologica, politica e sociale. La connotazione formale dai toni lirici, delicati e scarni, in forma da diario di soggiorno, assume atmosfere contemplative e riflessive, miscelando contaminazioni di differenti registri linguistici. Il secondo elemento installato è un travelling studio, ricostruzione parziale dell'ambiente studiolo cinese, comprendente vari oggetti documentativi e testimoniali di questa propria esperienza.

"Protto’s work.. differs radically from artists in mainland China, where the abundant use of political articulation and ideological references in art are supported by an all encompassing background of political ideology. In Protto’s works, what is significant is neither an ideal nor a discourse, but those silent objects buried in daily life... her art takes a close inspection of the quotidian. What is most touching in her art is a sensitive understanding of the art in life. She continues to consider herself agent in ordinary life, in an attempt to enter in depth the experience and reflections arising from daily politics. The result is a ... subtle experience of the living world, a personal, non-ideological construction of the self." (Xindan Gao, China Academy of Art, Hangzhou, 2008).

Come il precedente iter progettuale “Arrangerie”, del '99, è un azione “che coniuga memoria naturale e identità tecnologica ... ma è anche legame domestico su cui costruire un'identità sociale“, come sosteneva già in precedenza, il teorico d'arte, Domenico Scudero, su Avanguardia nel presente, del 2000, rapportando l'artista ad alcune identità come Urs Breitenstein, Cesare Pietroiusti, Anne Marie Jugnet, Terry Smith, Roberto Annecchini, Rogelio Lòpez Cuenca, Luca Vitone, Zhou Tiehai... . Nel 2007, la storica d'arte, Simonetta Lux, ha focalizzato più ampiamente il lavoro dell'artista, all'interno della sua pubblicazione Arte Iper contemporanea: un certo loro sguardo..., con Eija-Liisa Ahtila, Richard Billingham, Tania Brughera... Christiana Protto si interpone nel panorama contemporaneo come esempio di un vivere e agire nella complessa iper contemporaneità del presente, evolvendosi per slittamenti successivi, assorbiti come elemento antropologico culturale in dialettica a differenti riferimenti e contaminazioni culturali, come testimoniano in corrispondenza dialettica anche gli elaborati progettuali di altre qualificate identità artistiche, presentate in più occasioni presso Change + Partner.




“...evidenzia i segni di riconoscimento tipici per tutto il suo operato: il collezionare, il riuso di ciò che dipende da processi e dal tempo, persino il fuggevole. Nei primi disegni con carattere da diario, le linee si addensano per diventare motivi figurativi, che di seguito si sviluppano sempre di più nell'ornamento astratto. Il tempo, che si intende come unità stratiforme di passato, presente, futuro, viene reso visibile come una categoria soggettiva di esperienza...”, ha evidenziato la tedesca Annette Emde, all'interno del progetto espositivo “D. O. C. - Deposito Ontologico Contemporaneo”, presso Change + Partner a Roma, nel 2004, sul suo testo critico per la presentazione all'artista.

“... Tra l'idealita' di una possibile storia del presente e di cio' che si tralascia e la realta' di quanto invece si fa a tutti i costi scomparire ... Due diversi meccanismi che testimoniano delle tracce che lascia il presente ... “, come sostiene la storica d'arte, Patrizia Mania, in una intervista all'artista, nel 2004. e successivamente nel 2008, rapportandola in un ambito di identità al femminile, ad alcune artiste come, Katharina Fritsch, Annette Messager, Marina Abramovic..., all'interno della sua pubblicazione “L'arte imperfetta. Il dibattito sull'arte contemporanea in europa dal crollo del muro di Berlino ad oggi”. “Alteram naturam, or second nature, i.e., the garden's nature as changed by human intervention, is something Christiana Protto has cultivated in a variety of works in recent years. The great diversity of expressive forms of her vegetable topic (and they range from strict abstraction to picturesque opulence) challenge the viewer to approach these garden worlds associatively and historically ...”  (Iris Reepen, Hortus and other forms of garden work by Catalogue Christiana Protto - Hortus, 2005)

Una funzionalità costruttiva articolata dal semplice ornamento al vivere quotidiano, in una prospettiva aperta da ContaminAzione Progressiva, dislocata all'interno del tempo presente.


Christiana Protto